Quando eravamo bambini mi portavi nel giardino dietro la casa della nonna. Sdraiati le nuvole passavano veloci come il tempo. Mi piacevano quelle colorate prime del tramonto del sole. Io ti dicevo cosa pensavo di vedere in quelle forme: una farfalla gigante, un bruco, una spada, una macchinina, un gatto che insegue una pallina.
Quanto tempo è passato da allora! Quanti anni senza osservare le nuvole insieme. Quanti anni ho passato ad interrogarle solo. Quelle nuvole hanno curato la mia sensibilità dopo che il mondo ci ha diviso anno dopo anno. A volte mi sono tornate in mente vedendole passare sul cielo di una grande città o su un campanile del ‘500 mi sono rivisto con i calzoncini corti e due sandalini gialli.
Archivio perAprile 22, 2007
Nuvole
Distanza dalla vittoria
Non un millesimo di quel che ad altri è stato cercato ancor prima che concesso.
Tra l’essere l’unico o il primo e il nulla ci sono abissi di separazione. Chi sarà la medicina?
Perchè non riesco a smettere di pormi domande?


