Che Talete non fosse mai caduto nel pozzo è intuibile, lo ricorda anche Hans-Georg Gadamer ma Nerone che non ha bruciato Roma mi riscopre IGNORANTISSIMO
Archivio perNovembre 19, 2006
Falsità storiche
Perchè Kant
Me lo sono chiesto alcune volte, perchè tra le pluralità di diabolici fascinosi, intrinsecamente interessanti per se e per gli altri, tra la moltitudine di letterati ed autori, mi sia invaghito di Kant.
Nella mia breve storia molte sono state le coincidenze ma egli, per affinazione, mi ha portato a sè.
Kant nega possibilità conoscitiva della natura delle cose in se. Qualunque sia, essa non può diventare oggetto della mia conoscenza in quanto non può da me essere percepita, al di fuori dei miei modi di conoscerla, limitata dai miei sensi e dalla struttura logica e fisica del mio intelletto. Affidare, conoscenza, religione e volontà ai limiti della sola ragione significa terminare di superare i filtri percettivi. E non mi interrogo più su una realtà delle cose che non posso vedere. Filosofia, scienza e morale sono opere dell’uomo e qui la rivoluzione copernicana.
Se sconfitta può sembrare, l’uomo invece diventa consapevole e felicemente libero. L’uomo si da le proprie leggi che sono e restano solo le sue.
Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me… il cielo rimane sgombro dal Dio tiranno e paternalista. La sua voce è accessibile e amica ed ha il fascino della ragion pura.
La filosofia ha avuto i suoi eroi dal fascino rapinoso. Hegel, il napoleone della filosofia; Nietzsche il provocatore del superIo; Marx e il movimento delle masse…
Kant è un eroe solitario freddo… un normale professore di provincia che pensa con calma e razionalità, non cerca emozioni ma ne trova infinitamente… Il cielo stellato e la legge morale possono sembrare squallidi e modesti ma nel suo nome non sono mai state fatte sommosse, guerre, rivoluzioni. Della sua vita nessuno farà un film.
In Nietzsche ha trovato radici il nazismo, in Hegel e Marx hanno trovato radici cruente rivoluzioni ( e a torto o meno lo stalinismo). E per quanto revisionismo storico si faccia nessuno è completamente irresponsabile delle aberrazioni del proprio pensiero.
Per questo io preferisco senza reticenze ed incertezze il fascino discreto del cielo stellato sopra di me e della legge morale in me.
Il mio eroe è Immanuel Kant, nato, vissuto e morto a Konigsberg, ne’ da vivo ne’ da morto gli si può rimproverare niente. La mia liberazione la devo a lui.
Residui lettoni
Della vecchia Konigsberg rimane nulla o quasi di tangibile. Nel secondo conflitto furono distrutte la maggior parte delle opere civili murarie e artistiche (ci sono ancora i sette ponti sul fiume Pregel?). Qualche foto alla cattedrale della città ricostruita, una foto affianco alla sua tomba.


