A volte accade
Aperti gli occhi mi ritrovo stanco, con il peso delle parole dette e la frustrazione nascosta, scacciata e in mille modi colmata.
Non mi basterà mai… e la soluzione è tanto dolorosa quanto necessaria
Aperti gli occhi mi ritrovo stanco, con il peso delle parole dette e la frustrazione nascosta, scacciata e in mille modi colmata.
Non mi basterà mai… e la soluzione è tanto dolorosa quanto necessaria
Quando eravamo bambini mi portavi nel giardino dietro la casa della nonna. Sdraiati le nuvole passavano veloci come il tempo. Mi piacevano quelle colorate prime del tramonto del sole. Io ti dicevo cosa pensavo di vedere in quelle forme: una farfalla gigante, un bruco, una spada, una macchinina, un gatto che insegue una pallina.
Quanto tempo è passato da allora! Quanti anni senza osservare le nuvole insieme. Quanti anni ho passato ad interrogarle solo. Quelle nuvole hanno curato la mia sensibilità dopo che il mondo ci ha diviso anno dopo anno. A volte mi sono tornate in mente vedendole passare sul cielo di una grande città o su un campanile del ‘500 mi sono rivisto con i calzoncini corti e due sandalini gialli.
Non un millesimo di quel che ad altri è stato cercato ancor prima che concesso.
Tra l’essere l’unico o il primo e il nulla ci sono abissi di separazione. Chi sarà la medicina?
Perchè non riesco a smettere di pormi domande?
Le debolezze quando diventano proprie, incrinano la convinzione dell’esercizio della ragione, della supremazia dell’intelletto sul sentimento, della governabilità dell’istinto.
Giganti, ali, infinito, immortalità, limiti, libertà promesse e determinazioni del sè governano essendo entità forti che rendono deboli chi più testa ha.
Husserl ha dato alla fenomenologia un fondamento così autorevole e completo da esaurirne, se mai fosse praticabile, le dinamiche e rendendola sistema chiuso e coerente. Il suo archivio è formato da circa 450 mila pagina. Non conosco i dettagli e la possibilità
Carlo Iena nella sua amorevole cura della voce wikipediana su Husserl dimentica di menzionarne la dimensione che ammonta, secondo alcune fonti a 450 mila pagine manoscritte.
Forte è il potere dello studioso sull’interpretazione generale di un opera tanto vasta da non poter essere verificata
Che Talete non fosse mai caduto nel pozzo è intuibile, lo ricorda anche Hans-Georg Gadamer ma Nerone che non ha bruciato Roma mi riscopre IGNORANTISSIMO
Me lo sono chiesto alcune volte, perchè tra le pluralità di diabolici fascinosi, intrinsecamente interessanti per se e per gli altri, tra la moltitudine di letterati ed autori, mi sia invaghito di Kant.
Nella mia breve storia molte sono state le coincidenze ma egli, per affinazione, mi ha portato a sè.
Kant nega possibilità conoscitiva della natura delle cose in se. Qualunque sia, essa non può diventare oggetto della mia conoscenza in quanto non può da me essere percepita, al di fuori dei miei modi di conoscerla, limitata dai miei sensi e dalla struttura logica e fisica del mio intelletto. Affidare, conoscenza, religione e volontà ai limiti della sola ragione significa terminare di superare i filtri percettivi. E non mi interrogo più su una realtà delle cose che non posso vedere. Filosofia, scienza e morale sono opere dell’uomo e qui la rivoluzione copernicana.
Se sconfitta può sembrare, l’uomo invece diventa consapevole e felicemente libero. L’uomo si da le proprie leggi che sono e restano solo le sue.
Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me… il cielo rimane sgombro dal Dio tiranno e paternalista. La sua voce è accessibile e amica ed ha il fascino della ragion pura.
La filosofia ha avuto i suoi eroi dal fascino rapinoso. Hegel, il napoleone della filosofia; Nietzsche il provocatore del superIo; Marx e il movimento delle masse…
Kant è un eroe solitario freddo… un normale professore di provincia che pensa con calma e razionalità, non cerca emozioni ma ne trova infinitamente… Il cielo stellato e la legge morale possono sembrare squallidi e modesti ma nel suo nome non sono mai state fatte sommosse, guerre, rivoluzioni. Della sua vita nessuno farà un film.
In Nietzsche ha trovato radici il nazismo, in Hegel e Marx hanno trovato radici cruente rivoluzioni ( e a torto o meno lo stalinismo). E per quanto revisionismo storico si faccia nessuno è completamente irresponsabile delle aberrazioni del proprio pensiero.
Per questo io preferisco senza reticenze ed incertezze il fascino discreto del cielo stellato sopra di me e della legge morale in me.
Il mio eroe è Immanuel Kant, nato, vissuto e morto a Konigsberg, ne’ da vivo ne’ da morto gli si può rimproverare niente. La mia liberazione la devo a lui.
Della vecchia Konigsberg rimane nulla o quasi di tangibile. Nel secondo conflitto furono distrutte la maggior parte delle opere civili murarie e artistiche (ci sono ancora i sette ponti sul fiume Pregel?). Qualche foto alla cattedrale della città ricostruita, una foto affianco alla sua tomba.